COLPEVOLE!

L’avvocato fece una veronica di centottanta gradi e piantò i suoi occhi grigi verso l’uomo che sedeva sul banco dei testimoni: «Signor Rossi, quanto vale la sua casa? Non voglio la cifra esatta, mi basta una cifra approssimativa».

«Non saprei, direi intorno al milione di euro».

«Umh, una bella casa, che invoglia, non crede?»

«Cosa intende dire con invoglia?» 

«Beh, un milione di euro… se si fosse scelto una villetta, anche con un quarto del valore, avrebbe vissuto comunque bene senza entrare nel mirino dei cosiddetti ladri».

«Ma sta scherzando?»

«Affatto, e mi dica, che macchina guida?»

«Una Mercedes GLE».

«Addirittura una Mercedes GLE, le piace dare nell’occhio vero?»

«VOSTRO ONORE MI OPPONGO, QUI SI STA FACENDO UN PROCESSO ALLA VITTIMA!»

«Signor Pubblico Ministero si calmi, l’Avvocato sta solo cercando di ricostruire il quadro sociale in cui è maturato il reato. Avvocato continui pure».

«Grazie Vostro Onore. Signor Rossi: ha mai subito dei furti in passato?»

«Sì, uno nel millenovecento novantasette e uno nel duemilasei».

«Un recidivo quindi, anzi direi un abitudinario».

«Ma che cazz…»

«Signor Rossi, non si permetta o la condanno per oltraggio alla Corte. Si limiti a rispondere alle domande dell’Avvocato».

«Grazie ancora Vostro Onore. Non si alteri signor Rossi, stiamo solo cercando la verità dei fatti. Mi dica: il mio cliente ha dovuto scassinare porte o finestre per entrare nella sua bella casa da un milione di euro?»

«No, ero uscito a buttare la spazzatura come tutti i venerdì sera; lui conosceva certamente le mie abitudini perché me lo sono trovato davanti mentre rientravo».

«Le sue certezze lasciamole da parte, per favore. Mi sembra quindi di capire che lei non ha chiuso la porta a chiave, giusto?»

«Ovvio, sono uscito solo per qualche secondo, non c’era ragione di chiudere a chiave».

«Ancora, signor Rossi? Ovvio se lo tenga per sé, ha chiuso la porta sì o no?»

«No».

«Siete entrati insieme dunque?»

«Sì»

«Mentre il mio cliente era nella sua abitazione lei ha gridato per chiedere aiuto?»

«Certo che no! Mi puntava addosso una pistola!»

«Ma la pistola era finta».

«Come potevo saperlo? Ero spaventato».

«Beh, se avesse gridato avrebbe potuto scoprirlo. Magari il mio cliente si sarebbe spaventato a sua volta e sarebbe scappato».

«Parla sul serio? Non ci posso credere…»

«Non ci interessa quello in cui lei crede, ci dica piuttosto: il mio cliente le ha chiesto del denaro o degli oggetti?»

«Non ricordo».

«Allora le rinfresco io la memoria, e cito testualmente dal verbale della sua denuncia: …quindi pur di togliermi di torno quell’individuo ho proposto di consegnargli tutti i soldi e gli oggetti preziosi che avevo in casa…»

«Avevo paura e volevo che quell’incubo finisse; puntava la pistola verso di me… c’era mia moglie… i miei figli». 

«Paura? Signor Rossi non piagnucoli. Poteva essere uno scherzo, oppure una cosa innocua. Ma lei no, ha subito pensato al peggio. Del resto l’ha confermato: due furti in meno di dieci anni. Lei non si può certo definire una persona attenta».

«BASTA, VOSTRO ONORE, L’AVVOCATO CERCA DI CONFONDERE LA CORTE, IL SIGNOR ROSSI E’ QUI IN QUALITA’ DI TESTIMONE NON DI INDAGATO!»

«Eh no, esimio collega. Lei conosce meglio di me il contenuto dell’articolo 414 del codice penale. Sono costretto a rammentarle che per istigazione s’intende qualsiasi fatto diretto a suscitare o a rafforzare in altri il proposito criminoso di delinquere o di perpetrare i fatti illeciti indicati».

«Istigazione?»

«Certo, mio caro signor Rossi, vediamo di ricapitolare: lei vive in una bella casa, ostenta una macchina di lusso e una bella moglie, esce di casa lasciando allegramente la porta aperta, davanti a una pistola finta invece di urlare consegna tutti i suoi averi. Lo sa che esiste il reato di istigazione a delinquere? E che lei potrebbe essere chiamato a risponderne? Perchè, se lo lasci dire signor Rossi, sembrerebbe quasi che le piaccia essere derubato».

«Ma io…»

«Le piace, le piace, signor Rossi, lei in fatto di furti non è certo di primo pelo».

«Ma…»

-o-o-

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne; se questo breve racconto ti è sembrato assurdo sappi che è ispirato alle domande (ben più crudeli e drammatiche) che le vittime di violenza si sentono rivolgere durante i processi in cui dovrebbero essere la parte lesa.

C’è solo un modo per fermare la violenza sulle donne: non lasciare sole le vittime.

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