[Recensione] – “Come il giorno e la notte” di Francesca Erriu di Tucci

“Ogni adolescenza coincide con la guerra 
Che sia vinta, che sia persa 
Ogni adolescenza coincide con la guerra 
Che sia falsa, che sia vera 
Ogni adolescenza coincide con la guerra 
E così sempre sarà”

Aveva proprio ragione Davide Toffolo quando ha scritto questi versi. Ma se così è, i protagonisti del bellissimo libro “Come il giorno e la notte” di Francesca Erriu Di Tucci (aka Francesca Enrew) hanno vinto o hanno perso? 

Vin è un sedicenne fragile con le sue ossessioni e il suo passato problematico; trova conforto nella reiterazione delle cose (ad esempio l’enunciato del teorema di Pitagora da ripetere come un mantra) e nell’ordine; la madre l’ha “parcheggiato” in una casa famiglia perché non riesce a gestirne le complessità. 

Vin è la notte, la sua vita cambia quando incontra il suo giorno: Tom. 

Bello, sicuro di sé, estroverso e con un’infanzia difficile da metabolizzare. Tom è troppo libero per rimanere rinchiuso nella casa famiglia e scapperà ben presto lasciando in Vin un’urgenza: quella di ritrovarlo. 

Così il giovane Vin partirà alla ricerca dell’amico (solo un amico nei suoi pensieri?); lo ritroverà in un casolare dove vive di espedienti con altri ragazzi. A gestire i traffici c’è forse il personaggio più affascinante: André, l’unico adulto che abbia un peso nella storia. L’autrice nasconde André, che è il “cattivo”, dietro un velo: vediamo le sue azioni ma non capiamo le motivazioni che lo spingono a sfruttare i ragazzi. A volte viene il dubbio che anche lui abbia un passato tragico che governa il suo agito. I “ragazzi interrotti” di Francesca si muovono al buio cercando di trovare una direzione in quel momento della vita folle, oscuro e caleidoscopio che chiamiamo “adolescenza”. Con la stessa turbolenza del mare che fa da quinta di sfondo all’intero racconto. 

Il tutto verso un finale per niente facile che lascerà al lettore il compito di decidere se la “guerra” di Vin e Tom è stata vinta oppure persa. 

Una trama densa e coinvolgente in cui si affrontano temi come l’amore, la droga, la morte, la musica e molto altro. 

L’opera di Francesca mi è piaciuta davvero tanto. È un libro maturo, tanto da sorprendere il fatto che sia il suo primo romanzo e non si tratti di un’autrice con molta più esperienza. Lo stile è minimale, niente fronzoli o metafore improponibili; le frasi, spesso bevi e secche, sono al servizio della storia e non viceversa come spesso capita. I personaggi sono perfettamente caratterizzati, l’ambientazione negli anni Ottanta è resa credibile dagli oggetti di uso comune e dalle situazioni che rimandano a quell’epoca. Il punto di vista è quasi sempre quello di Vin, inframezzato dalla vicenda di Tom. Andrè rimane residuale ma non meno azzeccato. 

La frase: “Era il dispiacere nel piacere, la gioia nel dolore, la morte nella vita. Nel sapere che tutto sarebbe finito lì, in quella macchina, in quella strada, in quella pioggia.” 

Beh, che dire? Un’autrice che scrive così vale di certo la pena leggerla. 

Da leggere ascoltando: “Ogni adolescenza”, Tre allegri ragazzi morti. “Welcome to the Jungle”, Guns ‘n roses. 

Da leggere se si è amato: “la legge di bone” di Russel Bank, “Ragazzo da parete (noi siamo infinito)” di Stephen Chbosky. 

“Benvenuta nella giungla
qui abbiamo divertimento e giochi
abbiamo tutto quello che vuoi
dolcezza, conosciamo i nomi
siamo le persone che riescono a trovare
qualsiasi cosa di cui tu possa avere bisogno
se hai i soldi, dolcezza
noi abbiamo la tua malattia”

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